Consigli ai Pazienti di Patologie Prostatiche
Come funziona il vostro centro in merito alla patologia prostatica?
I pazienti vengono reclutati attraverso l’ambulatorio a cui si accede tramite prenotazione attraverso l’ufficio CUP.
Al momento della visita, uno dei dirigenti medici dell’Unità Operativa valuta il paziente e quando vi sia il dubbio di un problema oncologico, avviamo uno screening con l’ausilio del PSA, dell’ecografia e dell’esplorazione rettale, che sono le tre cose fondamentali per il paziente, con il dubbio di un problema oncologico a livello prostatico.
Nel caso in cui trovaste una patologia prostatica, come vi comportate?
Nel momento in cui il paziente ha effettuato le visite previste (la risonanza magnetica multi-parametrica e la biopsia fusion) e viene scoperto un tumore, a seconda della tipologia viene proposto il trattamento che secondo noi sembra più idoneo per la patologia, questo può essere: la chirurgia, la vigile attesa o se il paziente per diverse comorbidità non può essere operato la radioterapia.
Che complicanze possono avere gli interventi chirurgici per patologie prostatiche?
La prostatectomia radicale robotica o laparoscopica è un intervento chirurgico efficace nel trattamento del tumore alla prostata, ma può comportare alcune complicanze post-operatorie. Le più frequenti sono l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile.
Nella maggior parte dei casi, l’incontinenza urinaria è una condizione transitoria e tende a migliorare progressivamente nel corso del recupero post-chirurgico. Diverso è il caso della disfunzione erettile, che dipende da diversi fattori, tra cui il grado e la tipologia del tumore, oltre che dalla sua localizzazione.
Quando non è possibile eseguire una chirurgia “nerve-sparing”, cioè finalizzata a preservare i nervi responsabili della funzione erettile, la disfunzione può diventare permanente. In queste situazioni è importante proporre al paziente soluzioni terapeutiche alternative, in grado di offrire un supporto concreto e migliorare la qualità della vita dopo l’intervento.
Parlando dei trattamenti per mitigare le complicanze post chirurgia prostatica, cosa ci può dire di più specifico?
Abbiamo a disposizione una vasta gamma di trattamenti che dipendono principalmente dal tipo di chirurgia che abbiamo fatto.
Se abbiamo potuto fare una prostatectomia radicale con tecnica nerve-sparing, possiamo attuare nell’immediato post-operatorio la terapia orale con gli inibitori delle cinque fosfodiesterasi.
Se invece non è stato possibile fare una chirurgia nerve-sparing, dobbiamo pensare a delle alternative che vanno da una tecnica mininvasiva che è l’utilizzo del vacuum sino all’impianto delle protesi peniena.
Di cosa si tratta quando parla di protesi peniene?
Le protesi peniene utilizzate presso il nostro centro sono prevalentemente protesi idrauliche tri-componenti. Sono definite “tri-componenti” perché sono costituite da tre elementi:
- I cilindri, che vengono inseriti all’interno dei corpi cavernosi;
- L’elemento attivatore, posizionato nello scroto;
- Il serbatoio, collocato accanto alla vescica.
Si tratta di protesi idrauliche perché utilizzano un circuito chiuso contenente soluzione fisiologica sterile. Attraverso l’elemento attivatore, la soluzione viene pompata dal serbatoio ai cilindri, consentendo al pene di raggiungere una rigidità tale da permettere un rapporto soddisfacente.
Al termine del rapporto sessuale, utilizzando lo stesso elemento attivatore, la protesi viene sgonfiata e la soluzione fisiologica ritorna nel serbatoio attraverso il circuito chiuso, che rimane perfettamente sterile.
Le protesi peniene sono visibili dall’esterno?
Le protesi peniene moderne sono completamente invisibili dall’esterno e garantiscono un’elevata discrezione.
Non compromettono la sensibilità né la capacità di raggiungere l’orgasmo e permettono di ottenere un’erezione molto simile a quella naturale.
Grazie alla facilità di utilizzo e all’assenza di segni visibili, rappresentano una delle soluzioni più efficaci per il trattamento della disfunzione erettile.
Qual’è un consiglio che si sente di dare a un suo paziente con patologie alla prostata?
Per tutti quei pazienti che prima dell’intervento di prostatectomia radicale hanno una vita sessuale normale ormai con l’ausilio delle terapie mediche o di queste protesi non c’è più motivo di rinunciare a una sessualità quanto più vicina possibile alla normalità anche dopo un intervento oncologico demolitivo come la prostatectomia radicale.
Per tutti quei pazienti che per un motivo oncologico hanno come effetto collaterale la disfunzione erettile al giorno d’oggi possiamo dare una serie di chance da un punto di vista medico o chirurgico atte a risolvere il problema della disfunzione erettile nella cucendo addosso la terapia migliore per per il paziente.
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