Uomo & Donna In-Forma

Diamo uno sguardo generale all’anatomia maschile. Qui sotto è riportata una tavola con le principali strutture sessuali e peri-sessuali.

Entrando più nel dettaglio possiamo far riferimento alla fig. 2.

Ma come avviene l’erezione? La struttura che presiede l’erezione è il “corpo cavernoso”. Ma come funziona questo “corpo cavernoso”? Intanto sono due, si trovano nella parte anteriore del pene, e rappresentano le strutture che conferiscono rigidità. Posteriormente corre l’uretra ovvero il canale della minzione, che termina in punta con l’apertura uretrale (sbocco dell’uretra all’esterno), la quale è contenuta nel glande. Il glande quindi non partecipa direttamente all’erezione (embrionalmente fa parte dell’uretra), anche se durante il processo si gonfia leggermente e soprattutto si riscalda.

Ma tornando ai nostri corpi cavernosi, essi sono una sorta di cisterne che in condizione di “riposo” sono flosce e permettono al pene di non ingombrare durante le normali attività.
Quando però una donna entra nella sfera sensoriale dell’uomo e particolari segnali interni ed esterni si allineano, le resistenze vascolari arteriose dei vasi afferenti ai corpi si riducono: in quel momento una parte più o meno cospicua di sangue viene dirottata dal circolo sistemico ed irrompe all’interno dei due cilindri, i quali aumentando di dimensioni sia in larghezza che lunghezza si distendono e vanno a schiacciare i vasi venosi che presiedono alla fuoriuscita del sangue, occludendoli. Il miracolo è compiuto: un sistema di consegna dei gameti più importante è pronto per essere utilizzato.
I primi animali che sperimentarono questo rispetto ad altri sistemi rigidi-permanenti o semirigidi, ebbero un grosso vantaggio in termini di risposta procreativa (grosso vantaggio di spingere i gameti in profondità senza avere un bastone sempre tra le gambe). Il sistema quindi funzionava, però un’attività sessuale scarsa portava ad un mal funzionamento.
Infatti se non avvenivano erezioni periodiche ed il sangue ossigenato non entrava a far “respirare” i tessuti del corpo cavernoso, questo piano piano riduceva la sua elasticità, e quindi ancora minore sangue e quindi ancora minore elasticità e addio consegna dei gameti!
Questa cosa poteva essere ovviata aumentando il numero delle femmine disponibili, oppure prevedendo delle erezioni spontanee a prescindere dall’attività sessuale: nacquero così le erezioni notturne, sistema pratico per mantenere vivo il pene senza far venire meno tutti i vantaggi che abbiamo visto. Quindi tutto perfetto, tutto risolto… e se capitava che durante il rapporto sessuale arrivasse un leone o un’altra belva feroce il neurotrasmettitore scelto per la “risposta lotta o fuga”, ovvero l’adrenalina, fu scelta anche per veicolare la rapida detumescenza: quindi si era liberi di combattere o correre senza il rischio di non avere tutto il sangue a disposizione per irrorare i muscoli o di avere un’inutile “appendice” al seguito!

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Redazione U&D in-forma