Prostata e Vapore Acqueo: I 5 livelli della salute vescicale
Il Vapore Acqueo
Sono sempre di più i pazienti che si affidano al trattamento mediante vapore acqueo ormai riconosciuto a livello internazionale per curare l’Iperplasia Prostatica Benigna.
Prostata e Vapore Acqueo: Il Post Operatorio
Il trattamento tramite vapore acqueo ormai riconosciuto a livello internazionale pone qualche difficolta nella gestione delle prime ore e giorni post operatori, il paziente viene dimesso con un catetere vescicale che verrà tolto dopo una settimana.
La somministrazione di vapore all’interno della prostata può creare sintomi irritativi nel 13% – 18% dei pazienti, la durata di questi sintomi varia da 3 – 6 settimane.
Prostata e Vapore Acqueo: Nei Casi di Dimensioni Elevate
Le indicazioni originarie per la tecnica con vapore acqueo erano per prostate dai 30 agli 80 cm3 ma con l’evoluzione dell’esperienza clinica è ora possibile curare pazienti con prostate di dimensioni maggiori mantenendo le funzionalità urinaria, eiaculatoria e sessuale intatte.
La grandezza della ghiandola è proporzionale alla quantità di vapore da utilizzare durante l’operazione e questo può aumentare la quantità di tempo necessario alla riabilitazione.
I 5 Livelli della Salute Vescicale
Il disturbo dell’iperplasia prostatica benigna è spesso ridotto alla responsabilità della prostata, di fatto la prostata determina l’ostruzione ma l’organo che va a soffrire sempre di piu è la vescica.
Esiste un modo ordinato per pensare a questo modello della fisiopatologia dei disturbi delle basse vie urinarie, basato sui 5 livelli della salute vescicale:
- Il paziente ha un flusso ridotto causato dalla resistenza della prostata e i tentativi della vescica di contrastare questo nuovo ostacolo.
- Comparsa dei sintomi da urgenza, in genere a questo livello il paziente richiede aiuto ad un medico e viene prescritta una terapia farmacologica.
- Nei casi in cui la terapia farmacologica risulta inefficace la vescica va incontro a fenomeni di disfunzione fino a portare ad incontinenza da urgenza.
- Il persistere dello stato ostruttivo porta a crisi vescicale o crisi prostatica, cioè l’ostruzione acuta delle vie urinarie, il blocco urinario e la necessità di dover ricorrere ad un drenaggio della vescica mediante l’uso di catetere.
- Ritenzione urinaria cronica: la vescica ha perso la capacità di svuotamento e questo porta a molte complicanze.
Questo modello è utile per poter aiutare il paziente a categorizzarsi e capire meglio quali sono le possibili soluzioni.
Chi è Dott. Luca Cindolo?
Nasce il 27 gennaio 1973 a Potenza. Nel 1991 consegue la Maturità classica. Consegue la laurea nel luglio 1997 con una tesi sperimentale “Galectins expression in human bladder carcinoma” e con la votazione di 110/110 e lode.
Dalla fine 2018 ricopre il ruolo di Referente per l’Urologia di Villa Stuart a Roma. Dal 2020 con altri soci fonda il Centro Urologico Europeo CURE e ne è consigliere per l’attività scientifica e Responsabile sviluppo Area Centro SUD Italia.
E’ autore di più di 240 articoli di rilevanza internazionale (pubblicati su PUBMED).
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