IPB: Quando I Farmaci Non Soddisfano Il Paziente
Devo sottopormi ad un intervento per la cura dell’ipertrofia prostatica, come mi posso preparare?
Prima di tutto bisogna arrivare all’intervento fisicamente pronti, è quindi consigliato effettuare attività fisica come ad esempio camminare a passo svelto per 30 minuti al giorno in modo da preparare il corpo sia per l’intervento sia per i giorni di recupero successivi
Iniziare a pensare alle giornate successive, ovvero le attività consigliate e sconsigliate post intervento:
- Esimersi da sforzi fisici
- Curare l’alimentazione
- Corretta evaquazione
Soffro di disturbi minzionali da anni, quando è il momento giusto per sottopormi all’operazione?
La prostata ingrossata non permette alla vescica di svuotarsi facilmente, perciò la vescica attua delle modifiche per riuscire a svuotarsi completamente e superare l’ostruzione, questo porterà ad un cambiamento della struttura vescicale:
- Aumentare dello spessore delle sue pareti muscolari
- Aumentare della forza delle contrazioni
Attuerà quindi una sere di modifiche che si ripercuoteranno direttamente sui sintomi anche dopo l’intervento quindi se io aspetto troppo tempo, dopo l’intervento avrò necessariamente bisogno di più tempo riabilitativo, perché la vescica continuerà a lavorare come se fosse ancora ostruita dalla prostata.
In alcuni casi quando il paziente aspetta davvero troppo tempo, può portare ai risultati dell’operazione a non essere ottimali, cioè i disturbi potrebbero non risolversi completamente, perché la vescica in questi casi attua delle modifiche che non sono più reversibili.
Il medico mi ha prescritto dei farmaci per la cura dei miei sintomi minzionali ma non sono soddisfatto, cosa posso fare?
Spesso i farmaci non sono efficaci, oppure generano degli effetti collaterali non graditi, in questi casi la prima soluzione potrebbe essere quella di sottoporsi ad un intervento di asportazione dell’adenoma prostatico, ovvero asportare ciò che con il tempo ha ostruito le vie urinarie, rimuovendo questa struttura rimuovo anche i sintomi, purtroppo questi interventi possono determinare degli effetti secondari che non sono graditi ai pazienti, pertanto esistono soluzioni intermedie come la terapia con vapore acqueo che comporta meno effetti collaterali soprattutto per quanto riguarda l’eiaculazione.
Chi è Dott. Francesco Varvello?
Direttore della struttura complessa di Urologia dell’ASL CN2 di Alba-Bra con sede presso l’Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno (CN).
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