Le Patologie Urologiche – Intervista Completa Prof. Papalia
Come si svolge una visita alla prostata?
La visita alla prostata rappresenta un momento fondamentale della visita urologica e si svolge attraverso un’esplorazione rettale. Questo esame consente di ottenere numerose informazioni sullo stato di salute della prostata.
Attraverso la visita è infatti possibile valutare la presenza di un’eventuale infiammazione, di lesioni tumorali e, più in generale, di patologie che possono essere associate a sintomi urinari oppure alla presenza di una neoplasia.
Quanto è importante una diagnosi precoce?
La diagnosi precoce assume un’importanza fondamentale nel trattamento dei tumori urologici e dei tumori in generale. Diagnosticare una malattia nelle sue fasi iniziali può tradursi in maggiori possibilità di cura e, in alcuni casi, nella possibilità di preservare l’organo e le sue funzioni.
Nel tumore del rene, una diagnosi nella fase iniziale consente di risparmiare il rene. Nel tumore della vescica, una diagnosi molto precoce aumenta le possibilità di cura e di conservazione dell’organo. Per quanto riguarda il tumore della prostata, una diagnosi precoce offre maggiori possibilità di salvaguardare anche le funzioni sessuali.
Quali sono i sintomi che non vanno mai sottovalutati e qual è il valore limite del PSA?
Uno degli aspetti più importanti evidenziati riguarda proprio i sintomi. Un sintomo rappresenta ciò che il paziente percepisce, come dolore o stanchezza, ma nei tumori può anche non essere presente alcun segnale.
La comparsa dei sintomi, quindi, non coincide necessariamente con una fase iniziale della malattia. Nel caso del tumore della prostata, in particolare, il tumore in genere non dà sintomi.
I disturbi urinari, come la difficoltà a urinare, sono invece associati all’iperplasia prostatica benigna, una condizione che interessa la maggior parte degli uomini dopo una certa età.
Per quanto riguarda il PSA è necessario considerare non tanto un valore limite, quanto la sua evoluzione nel tempo.
Ogni evento che interessa la prostata può infatti determinare un innalzamento del PSA. Un aumento improvviso, quindi, non deve necessariamente essere motivo di allarme, perché può essere legato anche a una condizione acuta, come un’infezione delle vie urinarie.
Il PSA deve essere letto nella sua storia: una crescita lenta nel tempo risulta più sospetta per una patologia neoplastica rispetto a un aumento rapido.
Tutti gli uomini sono destinati a soffrire di iperplasia prostatica benigna?
La prostata tende a crescere con l’età e la maggior parte degli uomini può andare incontro all’iperplasia prostatica benigna. Tuttavia, non è necessariamente la dimensione della prostata a determinare i disturbi urinari.
Una prostata che cresce in maniera simmetrica, infatti, può non provocare sintomi. Il problema può invece presentarsi quando la prostata cresce verso la vescica, formando il cosiddetto terzo lobo, che può ostacolare la minzione.
Tra i disturbi urinari c’è la nicturia, cioè la necessità di svegliarsi durante la notte per andare in bagno.
Ritiene che le tecniche mini-invasive migliorino la qualità di vita del paziente rispetto alla chirurgia standard?
L’evoluzione delle tecniche mini-invasive ha modificato anche il percorso post-operatorio dei pazienti. Queste tecniche migliorano non solo la qualità di vita, ma anche il decorso dopo l’intervento.
Un ruolo centrale è svolto dalla chirurgia robotica, che attraverso piccole incisioni permette oggi di eseguire interventi importanti, comparabili alla chirurgia a cielo aperto, senza però essere gravati dalle comorbidità e dal dolore associati a questo tipo di chirurgia.
L’intelligenza artificiale e la robotica stanno già aiutando nella chirurgia urologica?
Robotica e intelligenza artificiale sono destinate a lavorare sempre più in stretta connessione anche nella chirurgia urologica.
L’intelligenza artificiale potrà contribuire a migliorare la selezione dei pazienti e la cura, aumentando la precisione chirurgica. Allo stesso tempo, è necessario ribadire un principio fondamentale: le direttive restano affidate al medico e al chirurgo.
L’intelligenza artificiale, dunque, può rappresentare uno strumento di supporto, ma è il professionista a stabilire come procedere.
Quali sono gli approcci più innovativi sul tumore della prostata?
Nel trattamento del tumore della prostata esistono diverse possibilità e l’aspetto fondamentale è offrire a ogni paziente il trattamento adeguato in relazione alla propria malattia.
Il trattamento chirurgico attraverso la chirurgia robotica e la terapia focale. La scelta dipende anche dall’aggressività della malattia.
Ma il percorso del paziente non si esaurisce con il trattamento. E’ importante accompagnare la persona lungo un percorso che permetta di tornare a una qualità di vita soddisfacente.
Come ci si accorge di avere un tumore al rene?
Anche il tumore del rene può essere asintomatico nelle sue fasi iniziali. Molto spesso, una massa renale viene individuata attraverso una semplice ecografia renale.
Per questo motivo è consigliato di eseguire questo esame con cadenza annuale.
Tra i principali segnali da non sottovalutare viene indicata la presenza di sangue nelle urine, è un segno che deve essere sempre indagato, perché può essere associato a una patologia neoplastica dell’apparato urinario.
Dopo un tumore si può ricostruire la vescica?
La ricostruzione della vescica è oggi possibile nella maggior parte dei casi. Le tecniche meno invasive e la chirurgia robotica consentono di effettuare la ricostruzione senza ricorrere ai tradizionali grandi tagli.
La ricostruzione può essere realizzata utilizzando l’intestino e permette di ottenere risultati funzionali molto importanti, con una ripresa post-operatoria molto rapida.
È possibile preservare l’eiaculazione dopo un intervento di iperplasia prostatica benigna.
Anche nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna si sono sviluppate nuove tecniche che possono consentire di intervenire preservando l’eiaculazione.
Come per ogni trattamento, è fondamentale selezionare il paziente giusto e stabilire preventivamente se esista l’indicazione a utilizzare una determinata tecnica.
L’approccio, quindi, deve essere personalizzato: non esiste una soluzione valida indistintamente per tutti, ma la scelta del trattamento deve essere effettuata in funzione delle caratteristiche del singolo paziente.
Chi è Prof. Rocco Papalia?
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